
A fine aprile sono stati presentati a Roma i documenti di lavoro per le linee guida riguardanti il primo Biennio dell’Istruzione Tecnica. Questi documenti, predisposti dal Gruppo Tecnico Nazionale (Dipartimento per l’istruzione del MIUR), si prestano a varie considerazioni. La prima, di apprezzamento. Prevedere " un ciclo di dialogo (anche a distanza) con le scuole, finalizzato alla messa a punto del testo definitivo delle Linee Guida da sottoporre alla firma del Ministro" (Nardiello) significa partire da un assunto giusto: nessuno può pensare di fare innovazione senza coinvolgere chi queste innovazioni è chiamato a tradurle nella quotidianità dell’azione formativa.
Va tuttavia rilevato che la "necessaria interlocuzione con le istituzioni scolastiche, invitate a segnalare criticità e a suggerire adattamenti, perché si possa arrivare ad una definizione condivisa della riforma", appare una operazione in salita. E questo sia perché pesano su di essa i troppi tagli agli Istituti Superiori concentrati in un tempo eccessivamente ridotto (il prossimo anno scolastico), sia perché, oggi come oggi, manca nelle scuole , soprattutto per la mancanza di misure adeguate di motivazione e accompagnamento, una "massa critica che possa aver digerito le ragioni dei miglioramenti proposti e sia capace di farne valere senso e significatività.