Scuola secondaria

 Nella Prima Parte di considerazioni sui nuovi Regolamenti delle Superiori di qualche giorno fa, dopo aver evidenziato luci (poche) e ombre (molte) dell’operazione "Riordino" e il suo "peccato originale", esprimevo la convinzione che c’è comunque un ruolo propositivo da giocare da parte di quanti ritengono fondamentale in questo momento il rilancio di una scuola pubblica di qualità.

Ma preliminarmente va fatta chiarezza sulla portata dei processi che si stanno avviando e contrastare il tentativo del Ministro, e dei mass media che la sua maggioranza controlla, di far passare i nuovi Regolamenti come la "Riforma" del secondo ciclo. E’ possibile chiamarla ‘riforma’?

 

12 marzo, Milano: Istituto Professionale Statale Commerciale per la Grafica e la Moda  CATERINA DA SIENA 1910-2010 Celebrazione del centenario

12 MARZO: UDS E LINK PREPARANO LA PROTESTA STUDENTESCA IN OLTRE 30 CITTA',
E LE INIZAITIVE PARTONO ANCHE DAL WEB.

“La Gelmini ha fornito una distorta interpretazione degli esiti del primo quadrimestre, senza farsi scrupolo di diffondere dati taroccati” . Lo afferma, dati alla mano, la parlamentare Manuela Ghizzoni, capogruppo PD in commissione Cultura alla Camera, secondo cui “i dati del Ministero, comparati con i risultati degli scrutini dello scorso anno, dimostrano in realtà che le insufficienze nelle singole discipline nella scuola media sono nettamente in calo (-1,7%), come peraltro i 5 in condotta.

63.000 insufficiente in comportamento nelle Scuole secondarie italiane. Il 5 in comportamento non fa altro che aumentare i numeri della dispersione, senza creare meccanismi di recupero. Il Miur ha reso pubblici i dati (parziali) sul 5 in comportamento nel 1° quadrimestre nelle Scuole secondarie italiane. Il dato accertato è stato di circa 63.000 studenti che potrebbero essere bocciati indipendentemente dai loro esiti scolastici per il 5 in comportamento.

Questo dato deve essere collegato all’altro ormai noto e che ha visto l’aumento degli alunni bocciati con i ripristino dei voti numeri anche nel primo ciclo dell’istruzione, in attuazione della legge 169 del 30 ottobre 2008 e del successivo Regolamento (DPR n° 122 del 22 giugno 2009).  Ci sono due punti che andrebbero considerati: a) i 63.000 voti negativi sono una sconfitta dell’azione educativa della Scuola prima ancora di quella della Nazione; b) i 63.000 potenziali bocciati sono un potenziale nuovo investimento necessario sulla scuola senza certezza sull’esito.

 Le luci e le ombre.  In un ragionamento complessivo su quella che nella "vulgata" viene chiamata "riforma", tenderei, in primo luogo, a considerare i seguenti aspetti: 1) La riduzione del numero degli indirizzi. E’ una scelta di cui non va sottovalutata l’importanza. Gli indirizzi sono indubbiamente più numerosi di quanto si voglia far credere, ma una sforbiciata consistente c’è. Questa operazione ha ricadute positive dirette non tanto sulle scuole (dove pure si essenzializza l’offerta formativa in termini di core curriculum e si facilitano i passaggi tra istituti dello stesso tipo), quanto sulla struttura ministeriale (liberando risorse da investire, ad essere speranzosi e ottimisti, sui terreni giusti). In ogni modo, gli accorpamenti e le integrazioni previsti sono stati valutati positivamente dagli esperti di settore. E questo va salutato come un risultato positivo, considerati i livelli di litigiosità che sempre nel nostro paese contrassegnano scelte di una qualche rilevanza. 2) La riduzione del numero di ore.  Va considerata sotto due aspetti: quello didattico e quello sociale. Sotto il primo profilo la scelta non è negativa in sé, considerando anche il fatto che il tempo scuola (le ore effettive di insegnamento) non diminuisce. Anzi.

in www.scuolaoggi.org/Milano  vedi articolo di Pippo FRISONE

 E’ sotto gli occhi di tutti quanto sta succedendo in Lombardia e nel Lazio sulla presentazione delle liste alle elezioni regionali. Non è un caso isolato. Quasi quotidianamente assistiamo a partite truccate dove in continuazione si dà del cornuto all’arbitro. Raramente si ammettono i propri errori o incapacità e la colpa è sempre di qualcun altro. L’Italia, patria del diritto e delle leggi, sta soffocando nel malaffare , nella corruzione e nell’impunità diffusa. In nome del fare e della governabilità si gestisce il Paese come se fosse in perenne emergenza, a colpi di decreti e ordinanze, consegnandolo appena può nelle mani della Protezione civile. Affermare il primato del potere esecutivo è diventato l’imperativo categorico del IV governo Berlusconi.

Col nuovo anno scolastico 2010/11 dovevano partire 40 Licei Musicali e 10 coreutici. Ne partiranno, se tutto va bene, 10 musicali e appena 1 coreutico in tutta Italia. Si risparmiano così in un sol colpo almeno 2milioni di euro, un regalo inaspettato( o imposto? ) per il ministro Tremonti . Quello che doveva essere un fiore all’occhiello della riforma Gelmini, precipita nella polvere e nell’indifferenza generale, assieme alla sparizione della Musica da tutti gli indirizzi dei licei riformati.

Col nuovo anno scolastico 2010/11 dovevano partire 40 Licei Musicali e 10 coreutici. Ne partiranno, se tutto va bene, 10 musicali e appena 1 coreutico in tutta Italia. Si risparmiano così in un sol colpo almeno 2milioni di euro, un regalo inaspettato( o imposto? ) per il ministro Tremonti . Quello che doveva essere un fiore all’occhiello della riforma Gelmini, precipita nella polvere e nell’indifferenza generale, assieme alla sparizione della Musica da tutti gli indirizzi dei licei riformati. E’ stata questa l’amara constatazione al Convegno "Salviamo la Musica nei Licei", tenutosi il 24 febbraio al Conservatorio G.Verdi di Milano. Le conseguenze di questa ulteriore decapitazione dei Licei Musicali è facilmente prevedibile.