"I poeti sono un problema per tutti"
Anonimo
Lunedì 29 marzo 2010 alle 12.15 a Milano, al Trotter,
presso l'Auditorium ex Chiesetta (99 posti a sedere) dell’Istituto "Casa del Sole",
corso per studenti degli ultimi anni delle superiori
tenuto a Milano dal Prof. Vincenzo Viola.
"Il DNA della Poesia del '900"
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ella
63.000 insufficiente in comportamento nelle Scuole secondarie italiane. Il 5 in comportamento non fa altro che aumentare i numeri della dispersione, senza creare meccanismi di recupero. Il Miur ha reso pubblici i dati (parziali) sul 5 in comportamento nel 1° quadrimestre nelle Scuole secondarie italiane. Il dato accertato è stato di circa 63.000 studenti che potrebbero essere bocciati indipendentemente dai loro esiti scolastici per il 5 in comportamento.
Le luci e le ombre. In un ragionamento complessivo su quella che nella "vulgata" viene chiamata "riforma", tenderei, in primo luogo, a considerare i seguenti aspetti: 1) La riduzione del numero degli indirizzi. E’ una scelta di cui non va sottovalutata l’importanza. Gli indirizzi sono indubbiamente più numerosi di quanto si voglia far credere, ma una sforbiciata consistente c’è. Questa operazione ha ricadute positive dirette non tanto sulle scuole (dove pure si essenzializza l’offerta formativa in termini di core curriculum e si facilitano i passaggi tra istituti dello stesso tipo), quanto sulla struttura ministeriale (liberando risorse da investire, ad essere speranzosi e ottimisti, sui terreni giusti). In ogni modo, gli accorpamenti e le integrazioni previsti sono stati valutati positivamente dagli esperti di settore. E questo va salutato come un risultato positivo, considerati i livelli di litigiosità che sempre nel nostro paese contrassegnano scelte di una qualche rilevanza. 2) La riduzione del numero di ore. Va considerata sotto due aspetti: quello didattico e quello sociale. Sotto il primo profilo la scelta non è negativa in sé, considerando anche il fatto che il tempo scuola (le ore effettive di insegnamento) non diminuisce. Anzi.
E’ sotto gli occhi di tutti quanto sta succedendo in Lombardia e nel Lazio sulla presentazione delle liste alle elezioni regionali. Non è un caso isolato. Quasi quotidianamente assistiamo a partite truccate dove in continuazione si dà del cornuto all’arbitro. Raramente si ammettono i propri errori o incapacità e la colpa è sempre di qualcun altro. L’Italia, patria del diritto e delle leggi, sta soffocando nel malaffare , nella corruzione e nell’impunità diffusa. In nome del fare e della governabilità si gestisce il Paese come se fosse in perenne emergenza, a colpi di decreti e ordinanze, consegnandolo appena può nelle mani della Protezione civile. Affermare il primato del potere esecutivo è diventato l’imperativo categorico del IV governo Berlusconi.