Scuola dell'infanzia

 Senato della Repubblica 

C’è un filo “rosso” che accomuna gli orientamenti della scuola dell’infanzia degli ultimi 20 anni. E’ l’idea di una scuola pienamente inserita nel sistema educativo dei “grandi”, di cui condivide finalità, curricolo, professionalità dei docenti, ma che mantiene una sua specificità di “ambiente di apprendimento, di relazione, di vita”, un suo curricolo “ecologico” (perché rispettoso delle caratteristiche dei bambini dai 3 ai 6 anni), una professionalità dei docenti necessariamente in equilibrio tra cura e insegnamento.

 Caro Maurizio,  userò un tono spiritoso, di cui tu sei maestro,  per intervenire sulla questione - che da tempo agiti nei siti e perfino nei convegni politici - che riguarda  “L’ipotesi di riordino del sistema di istruzione “ ma userò anche un tono serio e piuttosto allarmato. Ho letto nel tuo ultimo contributo che ti consideri un uomo “completo” perché leggi Dante ed aggiusti pure i rubinetti. Detta così sembra solo una battuta, ma nel contesto delle argomentazioni fila benissimo. Non ho dubbi su questa tua affermazione (come potrei averne?) ho invece dubbi sul fatto che tu abbia frequentato la scuola dell’infanzia quando eri un marmocchio (non oso accennare al tempo andato, anche perché parlerei di corda in casa dell’impiccato…) ma questo dubbio mi è venuto leggendo più volte la proposta che fai per cui,  per far tornare i conti o la “quadra , come qualcuno oggi dice in modo un po’ rozzo, proponi di “decapitare” la scuola dell’infanzia di un anno.

 

Premesso che

  • Notizie di stampa evidenziano che presso una scuola primaria di Caserta organizzata a tempo pieno tre bambini, i cui genitori non sono in grado di pagare la retta mensile per la mensa stabilita dall’amministrazione comunale in un prezzo fra i 70 e i 90 euro, sono costretti a rimanere a scuola e vengono esclusi dal pasto
  • Si apprende, inoltre, che i genitori, che si erano presentati alla scuola per ritirare i bambini nell’orario di mensa, sono stati respinti dal personale della scuola e hanno dovuto appellarsi alle forze dell’ordine per poter portare via i loro figli

 
Rilevato, inoltre,

  • che il caso della scuola di Caserta di esclusione dei bambini dal pasto ha dei precedenti, tra i quali il più clamoroso è stato quello della scuola di Adro nel bresciano, dove il Sindaco leghista aveva escluso dalla mensa una quarantina di alunni di famiglie inadempienti al pagamento della retta
  • che un’analoga situazione si era verificata a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza e a Cesate in provincia di Monza, nelle cui scuole gli alunni di famiglie morose venivano esclusi dai pasti caldi

 
Interroga il Ministro dell’istruzione, università e ricerca per sapere

  • Se è a conoscenza di questi eventi e se le notizie riportate dalla stampa con riferimento al caso di Caserta corrispondano alla realtà
  • Che valutazione dia di questi eventi
  • Se e come intenda intervenire nei confronti delle scuole dove si sono verificati i fatti sopraccitati e dei corrispondenti Comuni
  • Che azioni intenda porre in atto per evitare che eventi così gravemente discriminatori e lesivi dei diritti dei bambini accadano in futuro nelle scuole italiane

 

 SCUOLE DELL'INFANZIA. SARÀ POSSIBILE ASSUMERE PERSONALE

Lo ha annunciato il ministro Profumo durante un incontro a Roma alla

presenza della vicesindaco Guida

 

Milano, 16 febbraio 2012 – I Comuni potranno assumere, a tempo

determinato, il personale educativo dei servizi all’infanzia per

l’anno scolastico 2012-13. Tecnicamente si tratta di prorogare oltre

il 31 dicembre 2012 le norme per le assunzioni a tempo determinato di

personale educativo e scolastico non tenendo conto dei limiti di spesa

attualmente vigenti (50% della spesa 2009).

 

Il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo si è impegnato ad

accogliere la richiesta presentata durante l’incontro tenutosi ieri a

Roma presso la sede del ministero, da Maria Grazia Guida, vicesindaco

e assessore all’Educazione del Comune di Milano, Maria Grazia

Pellerino, assessore all’Istruzione del Comune di Torino, Marilena

Pillardi, assessore alla Scuola del Comune di Bologna, Rosamaria

Giorgi, assessore all’Educazione del Comune di Firenze, Annamaria

Palmieri, assessore all’Istruzione del Comune di Napoli, Maria Luisa

Chiofalo, assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Pisa.

Alla riunione erano presenti anche i sottosegretari Elena Ugolini e

Marco Rossi Doria.

 

Agli assessori presenti il Ministro Profumo ha annunciato anche

l’intenzione di istituire un tavolo tecnico per studiare soluzioni di

lungo periodo che garantiscano il personale educativo e scolastico,

assicurando la continuità dei servizi all’infanzia offerti dai Comuni.

 

“Il Ministro – ha dichiarato Maria Grazia Guida – ha riconosciuto il

ruolo di servizio pubblico delle scuole dell’infanzia comunali. Su

tutto il territorio nazionale, infatti, sono 150mila i bambini della

fascia 3-6 anni che frequentano gli istituti comunali. Come assessori

abbiamo chiesto che le nostre scuole abbiano le stesse risorse e

possibilità delle statali. Perché, mentre il rispetto del Patto è

derogato per il comparto scolastico statale, i Comuni ne sono

vincolati anche per quanto concerne il personale educativo dei servizi

all’infanzia. A Milano abbiamo 21mila bambini che frequentano le 174

scuole dell’infanzia comunali a fronte di 22 scuole statali.

L’auspicio è che, nella nostra città, si possa coprire tutto il

fabbisogno di personale che, per il prossimo anno scolastico, è di 291

unità”.

 

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema dell’edilizia

scolastica, con l’obiettivo comune di sistemare e rinnovare gli

edifici fatiscenti e di rendere le scuole dei centri civici che

mettano in rete servizi per studenti e famiglie. Si è toccata anche la

questione della dispersione scolastica con l’idea di confrontare e

sostenere progetti e buoni prassi che aiutino a diminuire l’abbandono

soprattutto dei soggetti più deboli e a rischio.

 

“Siamo rimasti molto soddisfatti – ha aggiunto la vicesindaco Guida –

di questo nuovo modo di dialogare e di confrontarsi tra il Ministero e

gli Enti locali. Pur in un momento di emergenza e di palesi difficoltà

economiche, apprezziamo la scelta del Ministro di mettere al centro il

tema dell’educazione che nasce dalla prima infanzia”.

 

“Voglio esprimere grande soddisfazione – ha dichiarato Maria Grazia

Pellerino, assessore all’Istruzione del Comune di Torino – per la rete

di lavoro che si è costituita con le altre grandi città sui servizi

educativi e per il confronto concreto e fattivo che si è aperto con il

Ministro. Confidiamo che anche per i Comuni che non sono riusciti a

rispettare il Patto di Stabilità venga prevista nel decreto ‘Mille

proroghe’ la possibilità di assumere personale a tempo determinato nel

comparto scolastico. Al Ministro abbiamo segnalato le gravi difficoltà

in cui versano le grandi città che si fanno carico di servizi come le

scuole dell’infanzia che sono di competenza dello Stato”.

 

Lettera già inviata il 9 aprile 2010 tramite posta elettronica certificata e facebook a cui non ho ancora ricevuto risposta.

Spett.le Sindaco,

mi rivolgo a lei dopo essermi rivolta anche all’assessore Tronconi e assessore Ravaioli per un problema che ultimamente sta riempendo i miei pensieri.

vedi comunicato stampa  di David Gentili, gruppo consiliare Pd Milano,  in www.scuolaoggi.org/Milano

 

Nella Circolare di Iscrizione ai Nidi d’Infanzia 2010-2011,  risulta fuorviante l’indicazione che pone sullo stesso piano, assegnando il medesimo punteggio, un nido pubblico ed uno privato accreditato.
Il Comune di Milano non ha le risorse allocate per soddisfare le esigenze di tutte le famiglie che potrebbero fare richiesta di entrare in un nido privato ed inoltre il corrispettivo mensile che viene assegnato ai nidi privati accreditati soddisfa in parte le esigenze degli operatori. A quelle cifre risulterebbe impossibile per loro gestire il proprio nido. Non vengono considerate a sufficienza, ed in questo periodo di crisi è grave, le famiglie in cui uno dei genitori o entrambi sono disoccupati. Non c’è alcuna indicazione che preveda per le numerose famiglie in attesa di permesso di soggiorno la possibilità di iscriversi al nido.

La stampa riporta notizie di un piano dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia che prevederebbe il coinvolgimento delle prefetture per consentire l’arrivo dei minori per ricongiungimento entro l’inizio dell’anno scolastico ma anche un tetto/percentuale di “alunni stranieri” per classe.

In sede nazionale si era parlato del 30% ma in Lombardia si pensa sia meglio il limite del 20%. In ogni caso per ora non se ne fa ancora nulla perché occorrerebbe comunque una circolare ministeriale, si dice. Allora di che piano si sta parlando?