Ministro

 Che il 12 ottobre si celebri la Giornata europea dei genitori e della scuola è uno dei segreti meglio custoditi della Repubblica: niente sul sito del Ministero, niente in quelli delle Associazioni dei genitori -con la lodevole eccezione del Cgd- e sì che la notizia circola negli ambienti ben informati da oltre un mese. Ben altro risalto quello dato alla Festa dei nonni, che pure (o forse è proprio per quello) non fanno parte degli organi collegiali della scuola. 

Dopo la lettura piacevole del documento ministeriale sulle “Misure di accompagnamento alla Riforma delle superiori”, una domanda è d’obbligo: “Ma come si fa?”
Docenti finalmente soddisfatti, presidi entusiasti. In tutti la percezione che il più è fatto. E archiviato. Nel senso. E questo, in ragione di una idea di futuro che è la sua forza e la sua allegria (del Ministro, intendo). Ne abbiamo le prove, raccolte nelle stesse stanze ministeriali. Si tratta delle ultime dichiarazioni a quelli del suo staff. Siamo in grado di presentarvele così come.

Al via la mobilitazione studentesca nazionale con cortei in oltre novanta città italiane. Ad aprire la giornata è stato un blitz all'alba davanti al Ministero. Gli studenti di Uds e Link hanno lasciato due striscioni all'ingresso del dicastero di viale Trastevere “per dare il buongiorno al Ministro”. "8 ottobre, 6.30 del mattino. Voi l'incubo, noi la sveglia” recita uno striscione, “La paura fa 90...CORTEI IN ITALIA” è la seconda scritta che compare a firma UdS e Link.
 

Da più di due anni (*), l’espressione “La scuola è un ammortizzatore sociale” ricorre come un mantra, si ripresenta periodicamente, sempre a sproposito, in difesa o a sostegno delle tesi governative e delle c.d. riforme Gelmini, contro docenti e ata. La frase è diventata una specie di parola d’ordine abusata, ma è anche e soprattutto uno slogan bastardo, falso e ingannevole. Cerchiamo di fare qualche analisi e qualche riflessione su di essa per capire il significato del suo uso, anzi del suo abuso.

Avrebbe potuto essere una buona occasione per dare qualche risposta alle domande che vengono dal Paese, dalle famiglie , dai ragazzi, dagli insegnanti. Per dare anche un segnale di inversione di tendenza alla vigilia delle scelte sui provvedimenti finanziari per il 2011.
E’ stata invece un’occasione persa. Nel disinteresse dai banchi della maggioranza, il ministro Gelmini ci ha ripetuto la favola bella del tutto va bene con corredo di merito e valutazione. Non ci ha saputo però indicare uno, tra i tanti provvedimenti assunti dall’Agosto del 2008, che avesse a che fare né con il merito né con la valutazione.

Ghizzoni: è caos, studenti hanno perso ore di lezione e insegnati il posto di lavoro

“Avevamo ragione noi, i sindacati, il Tar, il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione, gli insegnanti, i Dirigenti scolastici e torto la Gelmini, ora si dimetta”. Così la senatrice Marilena Adamo ha commentato la notizia che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del ministro contro la sentenza del Tar del lazio che sospendeva la riduzione oraria nella classi 2°, 3° e 4°degli istituti tecnici e negli istituti professionali. “non solo è stata una follia, mentre partiva la riforma solo nelle prime classi, imporre quel taglio orario nelle altre sconvolgendo la continuità didattica, con la perdita di migliaia di posti di lavoro, ma era una imposizione arbitraria, priva di supporto giuridico, un abuso e un sopruso.

Per la riforma Gelmini un colpo basso dal Consiglio di Stato: ribadita l’ordinanza del tar del Lazio che aveva accolto un ricorso dello Snals contro la riduzione dell’orario scolastico nelle classi intermedie di istituti tecnici e professionali. Ora, ad anno scolastico avviato ormai in tutta Italia, le scuole dovrebbero rivoluzionare tutti gli orari settimanali dalla seconda classe in poi, ripristinare i vecchi orari, rifare le cattedre e richiamare gli insegnanti che in seguito alla riforma erano stati dichiarati in sovrannumero. Insomma per l’istruzione tecnica e professionale (in pratica la metà delle scuole superiori) si va verso un caos mai visto.

Per la riforma Gelmini un colpo basso dal Consiglio di Stato: ribadita l’ordinanza del tar del Lazio che aveva accolto un ricorso dello Snals contro la riduzione dell’orario scolastico nelle classi intermedie di istituti tecnici e professionali. Ora, ad anno scolastico avviato ormai in tutta Italia, le scuole dovrebbero rivoluzionare tutti gli orari settimanali dalla seconda classe in poi, ripristinare i vecchi orari, rifare le cattedre e richiamare gli insegnanti che in seguito alla riforma erano stati dichiarati in sovrannumero. Insomma per l’istruzione tecnica e professionale (in pratica la metà delle scuole superiori) si va verso un caos mai visto.

L'8 ottobre oltre 70 città pronte a bloccare tutto!

Oggi 30 settembre 2010 alle 19,00 è previsto presso il Salone dei Ministri di Viale Trastevere il primo incontro dell'anno scolastico tra il Forum delle associazioni studentesche maggiormente rappresentative e il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini.