Ministro

“Disagi per tutti e nulla sui precari, dal ministro 40 minuti di propaganda”


“Di due risultati potrà fregiarsi il ministro Gelmini: aver imposto, senza scrupolo e strategia, il più pesante taglio agli organici mai subito dalla scuola pubblica (ben otto miliardi pari a 132.000 posti di lavoro), e aver messo le istituzioni scolastiche nel caos normativo”.
Lo dichiara la capogruppo in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni.

  

“Senza vergogna. È l’unico commento possibile alle parole che il ministro Gelmini indirizza alla giovane Alice, aspirante liceale esclusa per sorteggio. I provvedimenti adottati dal ministro negli ultimi due anni, hanno già portato al taglio di più di 25 mila posti di docenze nella scuola superiore e per il prossimo anno se ne dovranno cancellare altri 11 mila. Queste sono cifre inconfutabili contenute nelle circolari ministeriali che la Gelmini ora vorrebbe liquidare senza pudore come propaganda delle opposizioni.

“I dati ci sono ma li tengono nascosti o meglio selezionano quelli di ‘maggiore interesse per una diffusione esterna all’amministrazione’. Una formula garbata per dire che il ministero rende pubblici solamente i dati utili alla propria propaganda”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, commenta la risposta del ministero dell’istruzione all'interrogazione sulla mancata pubblicazione, da parte del ministero, dei dati ufficiali sugli orari scolastici settimanali scelti dalle famiglie.

Con la determinazione dell’organico di diritto della secondaria di 2 grado si è chiuso il cerchio dei
tagli imposti dal Governo per il secondo anno del triennio 2009/12.
Al taglio di 1.689 cattedre delle superiori in Lombardia vanno ad aggiungersi le 407 della media e
gli 826 della primaria per un totale di 2.922 posti, limitatamente all’a.s.2010/11.
Per Milano la musica non cambia: -626 nelle superiori, -178 alle medie e -480 nella primaria, per
un totale di 1.284 posti in meno rispetto all’anno precedente 2009/10.
Il direttore scolastico della Lombardia Colosio, avrebbe voluto applicare tutti i tagli della primaria
e delle medie in organico di diritto, riservandosi i 444 posti concessi dal Miur da gestire sull’ organico di fatto delle superiori, data la complessità e le difficoltà riscontrate nell’avvio della riforma in quest’ordine di scuola.
Non è andata così.

 

 Attendiamo ancora che il ministro Gelmini rettifichi quanto affermato l’8 giugno nel corso della trasmissione di Porta a Porta, in merito al fatto che il 30% dei risparmi – che per onestà intellettuale avrebbe dovuto chiamare tagli, poiché di questo si tratta – imposti dalla manovra del 2008 (vi ricordate il famigerato articolo 64 del decreto legge 112?), resterà finalizzato a valorizzare il merito dei docenti. Il ministro ha avuto l’ardire di affermare anche che “è costato sangue salvarlo dai tagli”. A leggere e a riascoltare tale fantastico annuncio si resta veramente sbalorditi, in quanto le ragioni di tale dichiarazione possono essere solo: o la più bieca propaganda, in puro stile berlusconiano (l’asserzione convinta e ripetuta – soprattutto espressa in qualche trasmissione televisiva di successo – trasforma una “balla” in notizia vera, che si stratifica come tale nel senso comune), oppure una reale non conoscenza del significato del testo approvato dal Consiglio dei ministri. Questa ipotesi mi sembra la più plausibile, visto anche il modo “a scatola chiusa” con cui l’organismo di governo ha votato un testo che è rimasto segreto per alcuni giorni dopo la votazione.

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 “ Certo, con un cinque non si boccia nessuno. Le norme vanno applicate con il buon senso”.

Così il Ministro rappresentante del mondo della scuola e di quasi un milione di docenti. Il suo ragionamento è limpido: avrebbe potuto farlo chiunque; lo pensa la casalinga, il medico, l’avvocato, l’operaio, perché il buon senso non ha confini.

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25 maggio 2010, dice Berlusconi: “La manovra non colpirà né la sanità, né la scuola, né l’università”. 

27 maggio 2010. Berlusconi e Tremonti illustrano la manovra finanziaria che prevede di far ricadere su scuola università e ricerca circa 1/5 dei costi complessivi ( 4-5 miliardi su un totale di 24!) della manovra del governo!

Ecco come. 

L'intreccio perverso della manovra Tremonti che seppellisce la riforma Brunetta-Gelmini, prendendo di mira ancora una volta il pubblico impiego e la scuola.

Gli stipendi nel pubblico impiego non solo non cresceranno ma subiranno anche un taglio sull’inflazione programmata. Insomma, almeno per il pubblico impiego sarà una piccola Grecia.

E non solo. Il famoso 30% dei risparmi sui tagli agli organici che ammontano a oltre 2 Miliardi,  e quindi 6-700 milioni di euro che la Gelmini voleva  destinare ai prof più meritevoli, saranno inghiottiti interamente a coprire il debito, con la manovra voluta da Tremonti.

La sortita del dr.Limina, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, non è un incidente di percorso né la sua è una circolare dal sen fuggita.

A dimostrarlo sono le prese di posizione di tutto il centro-destra, da quello bolognese ai maggiorenti nazionali del pdl , ministro Gelmini in testa.