Ministro

Il Ministro Gelmini è intervenuto di nuovo sulla vicenda della sanatoria delle liste elettorali del suo partito criticando una dichiarazione di Romano Prodi nella quale, a causa del decreto salva-liste, si definiva senza parole, impaurito e amareggiato.

La Gelmini risponde a Prodi con la seguente dichiarazione "Oggi anche Romano Prodi è intervenuto nella campagna a base di falsità che la sinistra sta conducendo contro il decreto del governo che garantisce la libertà di voto per i cittadini. Non accettiamo lezioni da chi, nel 2006, vinse a stento le elezioni, prevalendo per poche decine di migliaia di voti, al termine di uno spoglio molto dubbio su cui gravano molte ombre, durante una nottata che presentò un’evoluzione dei dati elettorali molto sospetta, dando poi al Paese un esecutivo traballante e incapace di prendere qualsiasi decisione. L’ex-premier oggi manifesta "paura" e "preoccupazione" ma, prima di impartire lezioni ad altri, forse lui e le forze politiche che, per due volte, l’hanno dapprima sostenuto e poi rovesciato, dovrebbero ricordare  le circostanze che li hanno mandati al governo"

La Ministra è visibilmente soddisfatta: "Beh non capita tutti i giorni una conferenza col Presidente Silvio. Momenti memorabili: io che parlavo con le parole che mi uscivano in giro e lui che rideva per conto suo, pensando alla sua prossima barzelletta. Uno schianto. In tutti i sensi." E ci tiene a sottolineare in primo luogo due sue profonde convinzioni: "La prima – afferma – è che si tratta di una riforma epocale. Potete anche non crederci: nessuno vi obbliga. Probabilmente però, se va avanti così, passerò direttamente alla storia. E fors’anche alla geografia. Chissà! La seconda, è che non ha fondamento l’accusa che mi viene fatta di aver cambiato per fare cassa. Niente di più falso. Conti alla mano, vi dimostro che nel triennio ci sarà una riduzione – tra l’altro di soli posti docenti, per adesso - di 87mila e 600. E forse anche meno. Fate anche voi i conti. Li si è fatti con Tremonti, che su queste cose è diun pignolo, ma di un pignolo che la metà basta. I risparmi, poi, non supereranno gli 8 mila miliardi di euro. Esattamente quelli previsti. Riduzione e risparmio,

Le cronache di questi giorni hanno riferito abbondantemente del matrimonio del nostro Ministro. Lei ovviamente, come riferiscono le sue amiche, è rimasta molto contenta. Si è offesa un po’ solo con i giornali e settimanali che hanno riportato la sua età: 37 anni.  "Ma come? – sembra abbia reagito -. Due anni fa ne avevo 35! Qui qualcuno bara. Chiederò al mio commercialista".  Avrà ragione?

Le cronache non hanno invece spiegato l’ora tarda e inconsueta del matrimonio. Nientemeno che dieci minuti dopo la mezzanotte. Girano tante voci. Ma quello che è certo è che la Nostra è stata impegnata fino a tarda sera a mettere a punto la sua posizione sull’emendamento della Commissione lavoro che introduce l’apprendistato a 15 anni. E che praticamente dà la possibilità anche ai nipoti quindicenni di Agnelli e Montezemolo di assolvere l’obbligo di istruzione a 16 anni, in qualche officina del loro quartiere.

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L'altra sera, nella ricerca di qualcosa di interessante in tivvù,  mi imbatto nella trasmissione Ballarò. Ovviamente dedicata soprattutto all'aggressione a Berlusconi di domenica.
Tra gli ospiti vedo il nostro ministro e, come forma di rispetto, cambio canale.

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In un recente seminario sul decreto Brunetta (dlg.150) , tenuto a Milano il 17.12.09   dalla CGIL Funzione Pubblica e dalla FLC-CGIL, ci si interrogava sul DPCM di prossima emanazione che dovrebbe definire limiti e modalità di applicazione dei titoli II e III del decreto su merito, premialità e carriere dei docenti , così come è previsto  dall'art.74 .
Il DPCM, allo stato attuale è in corso di elaborazione e non potrà che vedere la luce, a nostro avviso, soltanto dopo l'approvazione delle nuove norme sullo stato giuridico degli insegnanti, contenute nella proposta di legge dell'on. Aprea (pdl.n.953).

Era nell'aria e da tempo il provvedimento del Ministro Gelmini per regolamentare l'attribuzione  della Lode agli esami di Stato.

Lo scudo fiscale potrà finanziare rinvio riforma Gelmini

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