Insegnanti

Chissà se la prossima circolare sulle iscrizioni – la prima dopo la legge 94/2009 sull’immigrazione – scriverà senza ombra di dubbio che il diritto dei ragazzi stranieri ad iscriversi a scuola, a partire da quella per l’infanzia, e ai corsi di istruzione e formazione, non può essere in alcun modo condizionato da un’eventuale condizione di irregolarità, cioè dall’assenza del permesso di soggiorno .
Che le istituzioni scolastiche e le agenzie formative non devono richiedere né all’atto di iscrizione né in altre circostanze la presentazione del titolo di soggiorno .Che dirigenti e personale non hanno alcun obbligo di segnalare, e anzi non devono proprio farlo, un’irregolarità – sia di ingresso che di permanenza in Italia – che la legge 94 ha recentemente fatto diventare reato: punibile per chi lo commette, e anche per chi non lo denuncia.

Cosa sta succedendo nelle scuole primarie “a tempo pieno”? Perché in molte scuole, da Milano a Roma, anche i genitori hanno iniziato forme di protesta? Non si tratta solo della mancanza della carta igienica o dei gessi, ma di quello che succede nelle classi, tutti i giorni, sul piano della didattica.  Capita ormai frequentemente che bambini rimasti senza il loro insegnante di classe (per assenza) vengano smistati in altre classi, per non dire “parcheggiati” per ore.  Oppure che insegnanti che sarebbero “in compresenza” per alcune ore nella loro classe  (nei casi, non molti, in cui le compresenze sono rimaste) vengano utilizzati per sostituire i colleghi assenti. Insomma situazioni caotiche che compromettono, quotidianamente, la didattica e mettono a dura prova la stessa organizzazione scolastica.

Si sta verificando di fatto l’attuazione di un Tempo Pieno, nella gran parte dei casi, senza le “compresenze” dei docenti.  Questo vuol dire, implicitamente, dover rinunciare a svariate attività didattiche (laboratori, gruppi di studio e di recupero, classi aperte, ecc.). Proprio quelle attività progettuali che costituivano, guarda caso, il punto di forza del tempo pieno.

Come è noto a partire da quest’anno al termine del biennio dell’obbligo le Scuole dovranno rilasciare la certificazione delle competenze secondo il modello certificativo predisposto dal Ministero e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni del dicembre scorso. “I consigli di classe,” così recita il Decreto” al termine delle operazioni di scrutinio finale, per ogni studente che ha assolto l’obbligo di istruzione della durata di 10 anni, compilano una scheda, secondo quanto riportato nella seconda pagina del modello di certificato di cui al comma 1” L’obbligo della certificazione risale al Decreto 22 agosto 2007 “Linee guida per l’assolvimento dell’obbligo” e si aggiunge a quello già previsto per l’Esame di Stato del I ciclo secondo quanto prescrive l’art. 3 della l. 189/2008 il quale recita: “L'esito dell'esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza (sott. mia) e del livello globale di maturazione raggiunti dall'alunno”.  

vedi articolo di Pippo Frisone  in www.scuolaoggi.org/Milano

 

per vedere la locandina del convegno  del Coordinamento dei Genitori Democratici clicca qui

In allegato la locandina e il programma del convegno del Coordinamento dei Genitori Democratici

vedi articolo di Pippo Frisone  in www.scuolaoggi.org/Milano

Centinaia, forse migliaia di rotoli di carta igienica hanno invaso le strade di Milano nel colorito corteo dello sciopero CGIL del 12 marzo.  Studenti, insegnanti e genitori non potevano esprimere meglio di così la condizione di una scuola che va a rotoli e non solo metaforicament Sulla scuola si è consumato in questi due anni tutto il peggio del governo Berlusconi.

Dai tagli agli organici all’espulsione di migliaia di precari, dalle classi sovraffollate fino all’inserimento di tre,quattro disabili nella stessa classe, dai tagli alle spese di funzionamento alla mancanza di risorse per pagare non solo le supplenze ma anche la carta igienica.

Roma, 11 marzo 2010

In un clima di rinnovata rigidità di regole (spesso inventate) il Ministero dell’Istruzione , prima, e la Direzione Regionale della Lombardia, poi, invece di preoccuparsi dei gravissimi problemi che attanagliano la scuola pubblica, si preoccupano di garantire ulteriori ombrelli protettivi all’insegnamento della religione cattolica, soprattutto nelle scuole superiori, dove i ritmi di disaffezione degli studenti sono di anno in anno crescenti. 

E così succede che la scelta di avvalersi della religione cattolica è quasi più stringente del cosiddetto sacro vincolo del matrimonio. Infatti si ribadisce e si precisa che la scelta deve essere esercitata solo all’inizio di ogni ciclo scolastico. Stiano, pertanto, attenti i dirigenti scolastici a non distribuire modelli di rinnovo dell’opzione all’inizio di ogni anno scolastico , per non "svegliare il can che dorme", come dice la saggezza popolare.