Autonomia

L’autonomia e la partecipazione sono le finalità dichiarate dall’art 1 del DDL sull’autogoverno delle istituzioni scolastiche. Questo scritto analizza il provvedimento per valutarne la funzionalità e la coerenza.

L’autonomia è sollecitata e sostenuta?  

La partecipazione è stimolata e rinforzata da organismi in grado di incidere? 

L’interessante contributo di Antonio Valentino (A proposito di autonomia statutaria e rappresentanza istituzionale, su www.scuolaoggi.org del 25 giugno 2012) potrebbe risolvere questo mio intervento attraverso la maniera ormai più semplice di comunicare, cioè mettendo un “mi piace” a commento. Se intervengo è perché il contributo di Valentino è l’unico che non ironizza pesantemente sul DDL Aprea sulla riforma degli Organi Collegiali della Scuola ed è anche l’unico – tra quelli che ho letto – che non invoca la difesa democratica a salvaguardia della Democrazia e della Costituzione, minate da quel DDL. E’ difficile di questi tempi dibattere su qualsiasi cosa, perché oltre ad un numero sempre crescente di disattenti che non sanno mai nulla di nulla e cadono sempre dalle nuvole su tutto si sta sviluppando la categoria di coloro che in nome della Costituzione e della Democrazia stroncano sul nascere qualsiasi modesta proposta di cambiamento. Come si fa a ragionare su dettagli quando è minacciata la nostra stessa vita democratica?

Attraverso i siti che informano sui lavori parlamentari, sappiamo che la 7° Commissione della Camera,  il 6 giugno scorso, ha ripreso l’esame, in sede legislativa, del testo unificato dei DdL relativi alle Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche. La notizia è in sé positiva. Anche se si sa poco, a tutt’oggi, sui termini della discussione nell’incontro e sulla programmazione di prossime tappe. Comunque è opportuno che si riprenda a parlarne, soprattutto tra persone di scuola,  per approfondire alcune questioni per più versi ancora aperte.

Per sanare il diritto Costituzionale della progressione di carriera legata agli scatti di anzianità, il Miur avrebbe deciso di coprire gli scatti di anzianità maturati nel 2011, recuperando ingenti risorse dai fondi d’Istituto. Si sta celebrando , nell’indifferenza generale e senza capirne le reali conseguenze il “de profundis” dell’autonomia scolastica. Per sanare un’ingiustizia si rimedia creandone una ancora più grossa. Ci sarebbe da esclamare : “la cura proposta è peggiore del male!” oppure “la pezza messa  è peggiore del buco procurato!”. Si vuole colpire scientemente il cuore pulsante del funzionamento dell’organizzazione scolastica, si vuole distruggere completamente la scuola pubblica. In Italia si sta procedendo nella direzione diametralmente opposta rispetto a quella della  Francia di Hollande, che invece ha messo la scuola al centro della sua agenda politica. 

 Iniquità e costi del dimensionamento scolastico 

 Dimensionamento scolastico: prove di democrazia

Oggi 7 giugno 2012 alle ore 18.00 il Consiglio di Zona 4 di Milano, con sede in via Oglio n.18, dopo una seduta di approfondimento e confronto in sede di Commissione Educazione, discuterà il piano di dimensionamento scolastico che, nella zona, riduce di 1/3 le autonomie scolastiche, riducendole da 9 a 6 in un territorio di 20 kmq.

Un disegno di legge condiviso e approvato in Commissione Cultura alla Camera riapre il dibattito sulla riforma degli organi collegiali della scuola. Considerando che tali organi sono in crisi per lo meno da trenta dei circa quaranta anni da cui esistono, che si è tentato di riformarli in diverse occasioni, che la partecipazione ha raggiunto i minimi storici e che il massimo di tali organi, il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, va avanti da sedici anni senza elezioni, non si capisce in prima battuta tale interesse. E però, forse, più che gli organi da modificare, interessa il riposizionamento delle varie componenti all’interno della scuola, il rapporto tra di esse e, ancora una volta, la natura dell’autonomia scolastica.

In merito alla bozza di dimensionamento del Comune di Milano si  ritiene che non sia necessario procedere, in quanto nell’ambito della Regione Lombardia sono già state approvate 60 delibere per l’ a.s. 2012/2013 e ulteriori 60 delibere riferite all’ a.s 2013/2014 a fronte delle 24 previste dalla tabella allegata al Decreto Legge n° 98/2011 convertito nella Legge 111/11.

Nel file pdf allegato: la proposta di riordino e funzionalizzazione del dimensionamento delle autonomie scolastiche di Milano.

L’approvazione del DDL sull’autogoverno delle scuole da parte della VII Commissione della Camera ha avuto una discreta eco nel pianeta  scuola. Associazioni professionali e organizzazioni sindacali hanno espresso commenti e posizioni articolati, dove, a fianco di rilevazioni critiche, si colgono anche diffusi apprezzamenti.  Da parte di tutti c’è l’auspicio, al riguardo, di una campagna di informazione e dibattito e l’impegno comunque a farsene carico e ad esserne protagonisti. Anche la Conferenza delle Regioni è intervenuta esprimendo condivisione sostanziale degli obiettivi e dei principi ispiratori e formulando, per quanto di sua competenza, emendamenti che non sembra contraddicano l’impianto complessivo del DDL. A questa pluralità e densità di commenti del mondo della scuola non sembra corrispondere altrettanta attenzione da parte dell’Amministrazione.