Autonomia

Chissà se la prossima circolare sulle iscrizioni – la prima dopo la legge 94/2009 sull’immigrazione – scriverà senza ombra di dubbio che il diritto dei ragazzi stranieri ad iscriversi a scuola, a partire da quella per l’infanzia, e ai corsi di istruzione e formazione, non può essere in alcun modo condizionato da un’eventuale condizione di irregolarità, cioè dall’assenza del permesso di soggiorno .
Che le istituzioni scolastiche e le agenzie formative non devono richiedere né all’atto di iscrizione né in altre circostanze la presentazione del titolo di soggiorno .Che dirigenti e personale non hanno alcun obbligo di segnalare, e anzi non devono proprio farlo, un’irregolarità – sia di ingresso che di permanenza in Italia – che la legge 94 ha recentemente fatto diventare reato: punibile per chi lo commette, e anche per chi non lo denuncia.

Sulle vicende legate al DDL sull’autogoverno delle Scuole (riforma degli OOCC) e al suo stop ormai scontato, vorrei partire da quello che scrive il Ministro Profumo nella recente lettera, inviata a studenti e docenti, sulle dopo le manifestazioni di piazza delle scorse settimane. Dopo aver detto - e non detto - al riguardo, dichiara di voler “fare chiarezza su uno dei punti che più hanno suscitato le proteste: il disegno di legge 953, detto comunemente ‘ddl Aprea’. Ritengo doveroso specificare che tale proposta è stata formulata e discussa in piena autonomia dal Parlamento, con la partecipazione di tutte le forze politiche. Dunque non c’è alcuna diretta responsabilità del Governo, né mia personale, nelle proposte ivi contenute. Auspico, invece, che tutte le forze politiche sappiano ascoltare il dissenso di vaste parti del mondo della scuola e intendano recepire le opportune proposte di modifica durante la discussione attualmente avviata al Senato.”

Il testo di legge sull’autogoverno delle Istituzioni Scolastiche (IS) - unificato ed elaborato in sede legislativa e approvato il 10 ottobre u.s. con buon tempismo dalla VII commissione della Camera - dovrà ora essere discusso e approvato dal Senato prima di diventare legge dello Stato.Come si ricorderà, questo testo è il risultato di un percorso lungo cominciato più di 4 anni fa, interrotto durante l’ultimo governo Berlusconi e ripreso dalla VII Commissione agli inizi di quest’anno con una visione per vari aspetti alternativa a quella precente,  più autoreferenziale e gerarchizzata.

Dirigenti Scuole Autonome e Libere

 Associazione professionale dirigenti scuole statali e paritarie  - Ente qualificato dal MIUR alla formazione

 Scuola, Pd: bene approvazione norma su composizione consigli scolastici

 

 

Il 6 agosto scorso la 7a Commissione ha proseguito, l’esame  - già iniziato  in sede legislativa il 7 giugno - del testo unificato “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche statali”. In tale seduta, la Commissione ha deliberato di adottare, per il seguito della discussione, lo stesso testo base di fine marzo, con alcuni emendamenti. Ha anche fissato al 10 settembre il termine per la presentazione di emendamenti al testo unificato. Da marzo, come è noto, si sono susseguite analisi critiche, prese di posizione, proposte emendative da parte della Conferenza delle Regioni, di associazioni professionali, di persone di scuola.  Alla fine di luglio è arrivato anche il ‘parere’ del CNPI. Si è notato in questi mesi il silenzio assoluto - che continua - del Ministro, evidentemente convinto che il tema non sia ‘cosa sua’. Capita quando professori universitari, pur stimati nel loro campo, diventano ministri.

 

Il superamento del centralismo e la valorizzazione dell’autonomia delle scuole sono tesi ricorrenti, condivise ma .. solo nominalmente. Situazione resa evidente dalla sovrapposizione dei postulati di molti politici, sindacalisti e commentatori alle loro dichiarazioni ufficiali. Un eloquente esempio è fornito dal regolamento di valutazione del sistema scolastico, benevolmente accolto e senza contestazioni, nonostante prefiguri una scuola eterodiretta.

Il superamento del centralismo e la valorizzazione dell’autonomia delle scuole sono tesi ricorrenti, condivise ma .. solo nominalmente. Situazione resa evidente dalla sovrapposizione dei postulati di molti politici, sindacalisti e commentatori alle loro dichiarazioni ufficiali. Un eloquente esempio è fornito dal regolamento di valutazione del sistema scolastico, benevolmente accolto e senza contestazioni, nonostante prefiguri una scuola eterodiretta.

L’interessante pronuncia del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione del 25 luglio 2012 su “autonomia e governance del sistema”, cioè sul così detto DDL Aprea in discussione nella sola Commissione Cultura, che ha però l’appoggio di PD, PDL e UDC/FLI/API, permette di fare alcune considerazioni argomentative, su un tema che troppo spesso viene affrontato come una battaglia sui diritti costituzionali a scuola. Il testo del CNPI giustamente colloca questa nuova normativa sugli Organi collegiali della scuola dentro il meccanismo di attuazione del Nuovo Titolo V della Costituzione, modificata dalla Legge Costituzionale n° 3 del 2001. Gli avversari “giurati” di questo DDL Aprea mi pare vogliano invece distinguere tra la parte inalterabile della Costituzione – quella dei principi - la cui verifica andrebbe controllata non dagli organi preposti (Corte Costituzionale) ma da chi si richiama alla purezza del dettato costituzionale, e la parte modificata nel 2001, che sarebbe una Costituzione di serie B da non prendere in seria considerazione visto lo stato del sistema dell’istruzione italiano.

Scuola: Coscia (Pd), su pdl autogoverno oggi importanti passi avanti

 

“Possibile nuova fase di partecipazione e protagonismo”