Chissà se la prossima circolare sulle iscrizioni – la prima dopo la legge 94/2009 sull’immigrazione – scriverà senza ombra di dubbio che il diritto dei ragazzi stranieri ad iscriversi a scuola, a partire da quella per l’infanzia, e ai corsi di istruzione e formazione, non può essere in alcun modo condizionato da un’eventuale condizione di irregolarità, cioè dall’assenza del permesso di soggiorno .
Che le istituzioni scolastiche e le agenzie formative non devono richiedere né all’atto di iscrizione né in altre circostanze la presentazione del titolo di soggiorno .Che dirigenti e personale non hanno alcun obbligo di segnalare, e anzi non devono proprio farlo, un’irregolarità – sia di ingresso che di permanenza in Italia – che la legge 94 ha recentemente fatto diventare reato: punibile per chi lo commette, e anche per chi non lo denuncia.
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Le recenti circolari ministeriali (direttore Dutto) e regionali (direttore Colosio) sono state ampiamente commentate e criticate sul nostro giornale soprattutto , e giustamente, in riferimento al tentativo esplicito di rendere difficoltosa la vita degli alunni di cittadinanza non italiana a partire dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole secondarie di 2° grado. Si utilizzano , soprattutto in epoca Tremonti-Gelmini, termini condivisibili quali "razionalizzazione", "equa distribuzione", tradotti, però, nella sostanza di tagli e barriere crescenti all’esercizio di diritti inalienabili dei soggetti deboli.
Il programma di Riccardo Iacona "La scuola fallita" (Presadiretta del 14 febbraio, Rai 3) ha messo bene in evidenza lo stato di sofferenza in cui versa la scuola pubblica (statale) italiana, riprendendo con grande obiettività e realismo temi che erano già stati affrontati qualche tempo fa in un servizio analogo da Milena Gabanelli. Sono stati toccati – in maniera chiara, semplice ed essenziale - alcuni punti critici del funzionamento delle scuole statali di ogni ordine e grado, oggi in grave difficoltà.
Non scrivo da alcuni mesi e non scrivo perché lo faccio quando c’è qualcosa di nuovo da dire e questa volta c’è: tra osservazioni del Consiglio di Stato, titubanze interne al ministero e resistenze provenienti dalle diverse rappresentanze del mondo della scuola c’è un rischio concreto di fare un flop e questo mi preoccupa. Segnalo dunque alcuni problemi
Com’è noto, l’art.21 della Legge n.59/1997 e soprattutto l’art. 1 del DPR 275/1999 definiscono natura e scopi dell’autonomia delle istituzioni scolastiche.