L'assemblea del personale del Provveditorato agli Studi Milano, 

convocata per discutere sul progetto di accordo tra Stato, Regioni e 

Provincie autonome  - illustrato il 27 giugno dal Miur alle OO.SS. - 

nel quale è previsto il trasferimento in materia d'istruzione di 

competenze (attuazione del titolo V della Costituzione) e di risorse 

alle Regioni entro il 30 giugno 2013, con la conseguente chiusura degli 

uffici periferici (Uffici scolastici regionali e uffici scolastici 

territoriali), ha aderito, in questa prima fase,  allo stato di 

agitazione proclamato dalle OO.SS. nazionali del Miur,  precisando che 

a partire da subito svolgeranno la propria attività  unicamente entro 

l'orario di lavoro ordinario e comunque nel rispetto delle norme 

contrattuali vigenti.

 

In mancanza di rassicurazioni da parte del Ministero circa la tutela 

del posto di lavoro, ci si riserva di attuare altre forme di protesta 

più incisive.

 

"Non siamo certi che tutti gli attuali 421 lavoratori degli ex 

provveditorati lombardi potranno transitare nei ruoli della Regione 

Lombardia - spiega il segretario della Uil Teresa Palese - ed è 

probabile che dopo il trasferimento delle funzioni, e trascorso l'anno 

di "avvalimento", potrebbe scattare la mobilità forzata, e dopo 24 mesi 

con retribuzione ridotta , se non ricollocati, si prevede lo spettro 

del licenziamento".

 

"Al Provveditorato di Milano - continua Palese - negli anni passati 

abbiamo sempre assicurato l'avvio regolare dell'anno scolastico anche 

con un organico ridotto all'osso: 88 dipendenti su 140 previsti. Ciò è 

stato possibile grazie al senso di responsabilità del personale 

amministrativo verso l'utenza. Si è lavorato fino a tarda sera, di 

sabato e di domenica, riducendo le ferie proprio per garantire tutte le 

operazioni propedeutiche alle nomine di migliaia di lavoratori docenti 

e non docenti, e quindi assicurare l'apertura regolare delle scuole al 

primo di settembre".

 

"Operazioni complesse che richiedono una grande professionalità 

costruita negli anni e non improvvisabile da parte di chicchessia 

-conclude Palese-  e se il personale non si fermerà oltre l'orario 

stabilito dal contratto, difficilmente gli alunni troveranno tutti i 

docenti in cattedra. Solo così ci si potrà rendere conto dei compiti 

che si svolgono negli ex Provveditorati, a partire dall'attuale ex 

provveditore che sembra non mostrare alcun segno di preoccupazione, 

mentre noi stiamo già pensando di inasprire la vertenza se non 

giungeranno segnali distensivi"

 

Si allega il documento approvato all'unanimità e la bozza di accordo 

Stato/ Regioni di giugno 2012

 

 

 

 

      Teresa Palese

 

    Segretario Uil