Ho l'impressione che i regolamenti emanati dal consiglio dei ministri per il riassetto della scuola secondaria, dopo lo strepito iniziale provocato dai lanci mediatici, cadranno nel dimenticatoio. Non c'è niente di epocale in quello che è stato varato.
In Europa i giovani fuoriescono dal sistema scolastico, per accedere all'università, a 18 anni, mentre in Italia studentesse e studenti termineranno, nonostante la conclamata riforma, a 19 anni. Sotto il profilo della durata degli studi non vi è quindi alcuna novità. Prima il centrosinistra e oggi il PdL si sono piegati ai conservatorismi della scuola, della società e non ultimo dell'amministrazione centrale del ministero. Terminare gli studi a 18 anni non era e non è soltanto una questione di convergenza di politiche scolastiche, è notorio, che l'Unione Europea ha massimo rispetto delle specificità dei sistemi d'istruzione nazionale, ma è la vera leva per il riassetto strutturale del sistema d'istruzione, almeno per due ordini di motivi.
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Giuseppe Nigro
http://giuseppenigro.blogspot.com/
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