Oltre ai 65.000 del Ministro Fornero e ai 390.000 dell’INPS…

 

esistono anche 25 insegnanti circa nella Provincia di Milano che sono stati dimessi dal servizio per motivi di salute e che per disposizione dell’INPDAP-INPS sono rimasti senza pensione e senza stipendio.

La vicenda nasce con la manovra finanziaria Berlusconi-Tremonti del mese di luglio dell’anno scorso (Legge 111 del 15.07.2011), che ha previsto che gli insegnanti utilizzati in altre mansioni per motivi di salute debbano andare ad occupare i posti in organico del personale amministrativo e tecnico della scuola o i posti in organico di altri Ministeri o Enti Pubblici (per questi posti esterni alla scuola deve, però, essere ancora emanato un apposito Decreto Interministeriale).

In applicazione di questa Legge, il Ministero dell’Istruzione ha emanato il Decreto 79/2011 che, in considerazione del cambiamento dello stato giuridico degli insegnanti interessati, ha previsto la possibilità di presentare domanda di pensione.

A seguito del Decreto alcuni insegnanti (circa 25 nella Provincia di Milano) hanno presentato domanda di cessazione dal servizio e l’Ufficio Scolastico Territoriale (ex-Provveditorato agli Studi) ha prodotto i Decreti per il pagamento della pensione spettante; questi Decreti, però, sono stati bloccati dall’INPDAP-INPS e, dopo lunghi mesi di pressioni da parte dell’UST, siamo ancora in una situazione di stallo (né pensione e né stipendio).

Lo Stato litiga con se stesso

A questo punto, il Ministero dell’Istruzione ha ordinato il 4 maggio scorso alla Direzione Scolastica Regionale di reintegrare temporaneamente sul precedente posto di lavoro gli interessati, in attesa di definire il contenzioso con l’INPDAP-INPS; ma, questa Direzione, incapace di eseguire gli ordini del suo Ministero, non ha ancora emesso il Decreto di reintegro temporaneo sul posto di lavoro.

Nel frattempo gli interessati continuano a restare senza pensione e senza stipendio, ormai da oltre sei mesi; senza più alcuna possibilità di sostenere le spese per vivere e, peggio ancora, senza più soldi per acquistare le medicine necessarie ai loro problemi di salute.

Chiediamo

 

alla Direzione Scolastica Regionale di reintegrare temporaneamente, senza più indugi, gli insegnanti nel loro precedente posto di lavoro e all’INPDAP-INPS di Milano di mettere in pagamento la pensione dovuta e

 

al Governo e alla Prefettura di Milano di intervenire per porre termine a questa situazione paradossale e incostituzionale, a questa lotta fra istituzioni che non tiene conto della dignità dei lavoratori e della loro condizione di salute.

 

 

FLC-CGIL MILANO