Indicazioni nazionali e Linee guida: stranezze e strabismi

Non so se mi sono perso qualche puntata o mi è sfuggito qualche passaggio. Comunque non sono riuscito a capire, dei recenti provvedimenti sulla Secondaria Superiore, le diverse modalità con cui, ad esempio, sono stati emanati i documenti relativi agli obiettivi generali e specifici di apprendimento, previsti dai nuovi Regolamenti dei Licei, dei Tecnici e dei Professionali.

Prima dell’inizio di ogni anno scolastico, si fanno le pulci ai vari dislivelli nell’ "approvvigionamento” delle risorse umane tra Nord e Sud.
Ultimo, in ordine di tempo, è Gian Antonio Stella che, in un’inchiesta molto documentata sul Corriere della Sera, si occupa della crescita esponenziale, soprattutto negli ultimi anni, degli alunni disabili, che diventano un formidabile propellente per la costruzione di cattedre di “sostegno” nei vari gradi e ordini di scuole.
Tutto ciò avviene nel dopo Cristo di Gelmini e Brunetta, i quali, a fronte di roboanti proclami sulla serietà e sul rigore, incassano clamorosi insuccessi nella pubblica amministrazione e nella scuola reali.

Non è da oggi che il camaleontico Ad della FIAT Marchionne va sostenendo che la globalizzazione ci ha scaraventati irrimediabilmente nell’epoca “dopo Cristo”.
Cosa ciò significhi basta chiederlo agli operai di Pomigliano o a quelli di Melfi.
“Dopo Cristo” per Marchionne significa aumento della produttività, maggiore flessibilità, utilizzo pieno degli impianti giorno e notte, meno diritti contrattuali agli operai, licenziamenti.
Altrimenti gli investimenti vanno in Serbia o in Polonia.
Il “dopo Cristo” della scuola, invece, è iniziato con la finanziaria del 2009, quella approvata dal consiglio dei ministri in mezz’ora ( L.133/08), fortemente voluta da Tremonti, con la faccia della Gelmini e tagli da 8miliardi che significano 85mila cattedre + 45mila posti ATA in meno (130.000).

L'opinione

In soli quattro anni – tra il 2005-2006 e il 2009-2010 – si è quasi raddoppiata la quota dei ragazzi non ammessi a sostenere l’esame conclusivo della scuola media. Dal 2,4% al 4,6%. In mezzo (con l’eccezione del  2006-2007, quando  tutti gli studenti vennero ammessi automaticamente purché in regola con la frequenza), c’è stato il passaggio da un’ammissione condizionata da un giudizio di complessiva idoneità a un vincolo più stringente: il conseguimento di voti non inferiori ai 6/10 in ogni disciplina o gruppo di discipline, condotta compresa. Il dato, cui bisogna aggiungere uno 0,5% di bocciati agli esami, non dice tutto sull’entità effettiva della dispersione.